Daniele mette in scena esclusivamente personaggi esistenti o esistiti e in situazioni veramente accadute, esasperandone la sofferenza in chiave umoristica. Una rielaborazione della realtà sempre rispettosa della regola delle 3P: Possibile, Plausibile e Probabile.
La ventriloquia, l’improvvisazione teatrale e la produzione musicale, sono solo strumenti che Daniele utilizza a servizio dell’equazione: comicità = verità + dolore
Negli anni ’80 Selargius non era un posto per bambini.Io però lo ero. Andavo alle elementari.E per arrivarci dovevo guardare dove mettevo i piedi.Perché per terra c’erano le siringhe. Non era una metafora.Era asfalto. Era marciapiede. Era oratorio. Avevo paura. Paura di quei corpi piegati.Paura di quegli sguardi vuoti.Paura dei “drogati”. Li chiamavamo così.E io, […]
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Viviamo in un’epoca in cui sembriamo sempre più ossessionati dalla perfezione. Sui social, nella vita quotidiana, ci viene continuamente presentata l’immagine di persone che sembrano avere tutto sotto controllo. Ma la vera risata, quella che ci connette e ci libera, nasce proprio dall’imperfezione. E se c’è un luogo dove le imperfezioni vengono portate alla luce […]
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Nel mondo dello spettacolo comico, l’utilizzo della volgarità è un tema che divide il pubblico e la critica. Spesso, il linguaggio crudo e i comportamenti dissacranti vengono considerati come soluzioni facili per suscitare risate, ma non è sempre così. Nel mio lavoro, con personaggi come Ignazzino, Ziu Mereu, Nonna Vitalia e il piccolo Giggi, la […]
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